il difficile ruolo dell’insegnante

Oggi scriverò un breve articolo polemico.😰

Quest’anno insegno inglese in una scuola media. 

Mi reputo insegnante per vocazione, adoro il mio lavoro, stare a contatto con i ragazzi, trasmettere loro la mia passione. 

Certo, non è semplice, non a tutti piacciono le lingue, c’è chi fatica per prendere uno stitico sei e chi invece è portato e con pochi sforzi, mette in saccoccia un bell’otto.  Cerco di incoraggiare i ragazzi a dare il meglio di sé, a sfruttare tutte le loro potenzialità, perché nella vita si può sempre migliorare, ed è giusto cercare di alzare l’asticella dei nostri limiti, perché  l’impegno, la costanza e il sacrificio  possono aiutarci a superarla per raggiungere dei nuovi traguardi. 

I ragazzi lo sanno… Chi semina raccoglie.

Purtroppo ho riscontrato che nella scuola secondaria di primo grado (ex scuola media),   è sempre più frequente incappare in ragazzini “difficili”. Generalmente provengono da famiglie complicate, disagiate o dal punto di vista sociale, economico o per mille altri motivi. 

Questi ragazzini non sono seguiti dalle famiglie. Nessuno accede al registro elettronico per seguire il rendimento scolastico. Nessuno visualizza i richiami o le note disciplinari. Nessuno si presenta ai colloqui. I ragazzini sono svogliati, non studiano,  non fanno mai i compiti,  non portano il materiale. 

I ragazzini difficili tendono a disturbare, a rimbeccare ogni qual volta l’insegnante li richiama.

La classe ne risente, le attività didattiche rallentano perché tu docente devi fare i salti mortali per fare in modo che questi ragazzini possano raggiungere la sufficienza. Ti attivi, dai esercizi e verifiche semplificate passando ore a cercare il materiale adatto. Ma a loro in realtà non gliene frega niente…

Tu hai dei ragazzini in gamba in classe, ragazzini che si impegnano, studiano, sono educati, ma che devono sempre sopportare i ragazzini difficili. Meriterebbero  attività di potenziamento, ma non le puoi programmare in classe, perché non c’è  tempo, devi prima pensare al RECUPERO DEI RAGAZZINI DIFFICILI.

La scuola sta seguendo questa corrente… PRIMA DI TUTTO IL RECUPERO E GUAI BOCCIARE UN RAGAZZINO DIFFICILE! ALTRIMENTI RISCHI UN RICORSO DA PARTE DEI GENITORI! 

MA CHI PENSA AI RAGAZZINI “BRAVI”, CHE SI IMPEGNANO, CHE VORREBBERO LE STESSE ATTENZIONI DAGLI INSEGNANTI? ANCHE LORO ESISTONO, MA RICORDIAMOCI COLLEGHI, CHE I BRAVI RAGAZZINI RISCHIANO DI STUFARSI DI FRONTE ALLA LOGICA DEL: “TANTO PROMUOVONO TUTTI, CHE SENSO HA STUDIARE E IMPEGNARSI?”

Un insegnante amareggiata e delusa dal sistema…

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