Never give up!

NEVER GIVE UP
Mi piace questo titolo e lo trovo appropriato per raccontarvi la mia esperienza.
Alcuni anni fa iniziai a scrivere un racconto che avrebbe voluto essere un romanzo… Avevo avuto da poco una bambina, ero a casa in maternità e quindi non lavorando avevo più tempo a disposizione (anche se in realtà un bimbo piccolo ti “ruba” un sacco di tempo e ti assorbe moltissime energie!) Fra una poppata e l’altra ho cominciato il mio progetto, piena d’entusiasmo…
Scrissi una cinquantina di pagine ma poi, il tempo libero cominciava a scarseggiare e diciamola tutta, non ero poi così convinta di ciò che scrivevo… in fin dei conti, chi ero io per scrivere un romanzo? Nessuno!
Ero semplicemente una donna comune, nulla di eccezionale. All’epoca avevo trentaquattro anni, un marito, tre figli molto impegnativi, un lavoro da precaria ed un mutuo. Quante donne erano come me? Tantissime!
La mia professione era ed è tuttora stancante… Sì, lo so, sono perfettamente consapevole che ci sono lavori ben peggiori, ma credetemi, insegnare non è semplice, soprattutto con i giovani d’oggi! Ci sono però molti aspetti positivi e devo ammettere che mi piace moltissimo questa mestiere! Ma non volevo raccontarvi ora del mio lavoro di “professoressa disperata”.
Con il passare degli anni ho accantonato quel sogno… troppo impegnata, troppe cose da fare, la famiglia, i  corsi da seguire ecc. Ma un giorno mi sono decisa! Perchè no? Ora i figli sono cresciuti ed ho deciso così di dedicarmi alla mia passione: la scrittura.
Finalmente mi sono decisa! Perchè non tentare?
Mi sono rimboccata le maniche ed ho deciso di scrivere il mio primo romanzo. Non avevo alcuna aspettativa, avevo deciso di scriverlo per me, volevo finire il mio “progetto”. Non è da me lasciare le cose a metà. Iniziai quasi per gioco, ma ecco che accadde una MAGIA! Non saprei quale altro aggettivo usare! Mi divertivo, mi divertivo moltissimo a dar vita ai miei personaggi, alle loro storie e a creare il loro mondo. Beatrice, la protagonista del romanzo, era diventata mia amica e confidente… Già, sono io ad averle dato vita e questa è stata una grande responsabilità.
Ho gioito con lei ma ho anche patito. Ho partecipato alla sua euforia e ai suoi attacchi di nervosismo ed è stata un’avventura magnifica.
Ho portato a termine il mio romanzo e talmente entusiasta del mio lavoro ho deciso di farlo leggere alla mia migliore amica. Mio marito non ha mai partecipato al mio progetto, non ha nemmeno letto il libro, non ho voluto io per non essere influenzata dal suo giudizio. Beh, la mia amica mi ha incoraggiata a farlo pubblicare, secondo lei era un buon lavoro, è una lettrice attenta, scrupolosa  e così le ho creduto ed ho cominciato a fantasticare su una possibile, eventuale pubblicazione. Nel prossimo articolo vi spiegherò come mi sono avvicinata al mondo dell’editoria e quali sono state le mie scelte e i passi per farmi pubblicare.
Una canzone per voi: Fix you – Coldplay

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